Cartelloni software libero

Da GULP Wiki.

Questi cartelloni sono stati preparati dal GULP per essere esposti agli eventi a cui partecipa. Possono essere riutilizzati e modificati da altri, sotto i termini della licenza Creative Commons Attribution 3.0. I sorgenti SVG sono disponibili. Se fate qualche modifica, per favore, esplicitate il fatto che quello che esponete non è più l'originale preparato dal GULP. Inoltre vi saremmo molto grati se mandaste anche a noi le modifiche che avete fatto, così possiamo eventualmente aggiornare i nostri lavori.

Per ora i cartelloni possono essere trovati su http://poisson.phc.unipi.it/~mascellani/cartelloni_gulp/.

Indice

Domande di partenza (obsolete)

Questa è una bozza del contenuto che vorremmo mettere su cartelloni da esporre in occasione di eventi a cui il GULP partecipa. In realtà poi i cartelloni hanno preso una piega un po' diversa, ma è giusto che sia stato così.

Cos'è il software?

Prima di parlare di software libero dobbiamo, ovviamente, dire cosa vuol dire la parola “software”. Nell'ambito del funzionamento di un computer entrano in gioco due sue componenti principali: la prima, l'”hardware”, è la parte “dura”, ossia tangibile del computer. Si tratta di una serie di circuiti elettronici, supporti di memoria e strumenti di interfacciamento con l'esterno (come la tastiera ed il monitor), progettati per funzionare tra di loro e per offrire ciascuno una delle funzionalità che si desiderano da un computer. Tuttavia tali componenti da soli sono solo ferraglia: il “software”, ossia la parte “soffice”, è costituito da tutte le informazioni necessarie per far funzionare effettivamente il computer, pilotando le sue parti in modo che svolgano le operazioni desiderate dall'utente. Il software risiede su un qualche supporto di memoria all'interno del computer, da dove viene letto ed eseguito quando serve.

Cos'è il software libero?

Sul software si applicano, secondo le convenzioni internazionali in materia, le stesse normative che regolano il diritto d'autore per altre opere della creatività, come la musica, i film ed i libri. Questo vuol dire che colui che scrive un software è automaticamente titolare di alcuni diritti esclusivi, come il diritto di copiare, modificare e distribuire la sua opera: nessun altro può farlo se non con la sua autorizzazione. Buona parte degli individui o delle aziende che producono software, effettivamente, si avvalgono di questi diritti in maniera molto pesante, ossia non concedono, in virtù dell'esclusività di cui hanno diritto, ai loro utenti di beneficiare dei diritti che prima ho elencato. Gli autori di software libero, invece, decidono di permettere a chi riceverà il loro lavoro, di godere di quattro libertà fondamentali:

  1. Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo;
  2. Libertà di studiare e modificare il programma;
  3. Libertà di copiare il programma in modo da aiutare il prossimo;
  4. Libertà di migliorare il programma e distribuire pubblicamente i miglioramenti, in modo che tutta la comunità ne tragga beneficio.

In particolare, la seconda e la quarta libertà implicano che con il programma deve essere distribuito il “codice sorgente” dal quale tale programma è stato generato. Un software non libero è detto “proprietario”.

Come funziona in pratica?

Poiché, come ho già detto, in assenza di decisioni dell'autore tutti i diritti su di un software sono fruibili esclusivamente dall'autore stesso, perché un software sia libero colui che lo ha scritto deve specificare che cosa una terza persona ci può fare ed a quali condizioni. Questo corrisponde, in pratica, ad allegare al software un documento chiamato “licenza”, che appunto esplicita quali diritti rimangono riservati all'autore e quali vengono estesi ad altri. Una licenza che rispetta le quattro condizioni di sopra è detta una “licenza libera”. Un utente che si procura un software distribuito sotto i termini di una licenza libera è automaticamente in grado di esercitare come vuole le libertà che gli sono attribuite relativamente a quel software.

Ah, ho capito: “libero” in realtà vuol dire “gratuito”?

No, sbagliato. Questo è uno dei principali equivoci nel mondo del software libero: “libero” non si contrappone né a “a pagamento” né a “commerciale”. Oggi esistono migliaia di aziende che guadagnano proprio scrivendo e vendendo software libero o servizi basati sul software libero, da piccole cooperative di poche persone a grandi multinazionali. La caratteristica importante del software libero non è la gratuità, ma la possibilità, una volta esso sia stato acquisito, di beneficiare delle quattro libertà di prima. Dirò di più: un software per il quale non sia permesso l'uso commerciale non può essere considerato libero, perché in esso non è rispettata la prima e fondamentale libertà.

Come faccio ad usare software libero su Windows o su MacOS X?

Non è difficile, basta installarlo! Più seriamente: oggi esiste tantissimo software libero dei tipi più disparati, disponibile anche per sistemi operativi come Windows o MacOS X, che di per sé non sono liberi. Per semplificarvi la vita, ne abbiamo realizzato una collezione, che si trova nel GULP DVD (del quale potete prendere una copia gratuitamente), che comprende tanti programmi di vario tipo: grafica, ufficio, giochi, strumenti di sistema ed altri. È tutto software libero e si installa comodamente utilizzando il menù disponibile nel DVD. Gli aggiornamenti, poi, possono essere scaricati direttamente da Internet o da una nuova versione del GULP DVD, quando la faremo.

Come faccio ad usare solo software libero?

Una volta che si è preso confidenza con il software libero a sufficienza, è possibile dare l'addio anche al proprio sistema operativo proprietario. Il più diffuso sistema operativo libero si chiama GNU/Linux. Tuttavia, data la sua caratteristica di libertà, molte persone, aziende o gruppi di volontari diversi si sono messi a creare proprie versioni di questo sistema operativo, che hanno preso il nome di “distribuzione”. La distribuzione più celebre tra chi si avvicina al mondo di Linux in genere è Ubuntu, grazie al fatto che i suoi sviluppatori cercano di creare un ambiente il più semplice possibile anche per chi non conosce o non vuole perdersi nei dettagli tecnici dell'amministrazione di un computer. Ubuntu può essere provata nella cosiddetta versione “live”, ossia caricata direttamente da un CD in modo che il disco del computer non venga modificato, oppure installata propriamente, in modo da averla come sistema operativo stabilmente disponibile all'interno del computer. È anche tranquillamente possibile installarla insieme al sistema operativo che si aveva precedentemente, in modo da poter scegliere all'avvio quale sistema utilizzare. L'installer di Ubuntu si preoccupa da solo dei dettagli tecnici dell'installazione, facendo all'utente solo poche domande. In ogni caso, prima di un'installazione è sempre consigliabile fare una copia dei propri dati importanti oppure avere vicino qualcuno più esperto. Noi del GULP siamo disponibili ad aiutarvi!

Come mai ci piace il software libero?

Questa è sicuramente la domanda più difficile, che richiederebbe una risposta molto più articolata di quello che si può dire in poco spazio. Ad ogni modo, principalmente a noi il software libero piace tanto perché esso offre all'utente la possibilità di essere, appunto, libero, senza obbligarlo ad adattarsi alle scelte fatte da chi ha scritto il software. Se in un programma c'è qualcosa da cambiare o correggere, un utente lo può fare, e non è costretto, per un lavoretto magari anche facile, a dover spendere cifre enormi per farselo fare dalla casa proprietaria del software. Se un programma è libero, l'autore di un altro programma potrà sfruttarne le potenzialità per eseguire operazioni più complesse, evitando di dover riscrivere da capo codici che già esistono e raccogliendo insieme le energie di programmatori che lavorano a progetti simili, evitando che si disperdano. Le tante altre cose che si potrebbero aggiungere sono già state trattate ampiamente dal fondatore del movimento del software libero, Richard Stallman. Una buona collezione di suoi saggi può essere trovata su http://www.gnu.org/philosophy/philosophy.html.

Cos'è il GULP e cosa fa?

Il GULP è il Gruppo Utenti Linux di Pisa. È un'associazione di utenti di Linux e di software libero di Pisa (ci sono studenti, professionisti, dipendenti pubblici, chiunque può partecipare!) e si occupa di far conoscere e diffondere la cultura del software libero all'interno della nostra società, nella convinzione che esso sia un modello di sviluppo che favorisce la bontà, l'interoperabilità e la trasparenza del software. Il GULP si riunisce settimanalmente ed organizza periodicamente incontri ed eventi finalizzati al perseguimento dei suoi fini sociali. Per maggiori informazioni su come mettersi in contatto e seguire le attività del GULP, abbiamo creato un volantino apposito.

Altri concetti di libertà digitali: OpenStreetMap, Creative Commons, Wikipedia. Cosa sono?

Le quattro libertà del software si possono applicare mutatis mutandis anche ad altri campi della creatività: per i contenuti creativi “tradizionali”, come foto, video, disegni, testi e simili, sono state create alcune licenze, denominate Creative Commons, che differiscono tra di loro per le libertà che concedono oppure no (per esempio, alcune licenze permettono la creazioni di lavori derivati o lo sfruttamento commerciale, altre no). Un autore può quindi scegliere quella che preferisce ad applicarla alla propria opera. Nello spirito di questa condivisione di contenuti sono nati tantissimi progetti di raccolta e condivisione di informazioni: sicuramente il più noto è Wikipedia (insieme alle sue sorelle minori come Wiktionary, Wikiquote, Wikinews ed altri), un'intera enciclopedia in continua evoluzione, liberamente consultabile e modificabile da tutti via Internet. Un altro progetto che sta guadagnando sempre più popolarità (anche grazie alla recente decisione di Wikipedia di sfruttarlo) è OpenStreetMap, il progetto di creazione di un mappa stradale libera di tutto il mondo. La filosofia è la stessa di Wikipedia: chi vuole può registrarsi, raccogliere dati sulla conformazioni topografica di un qualsiasi luogo con un GPS o in qualsiasi altro modo ed immetterli nel progetto.

Come contribuire al software libero?

Di modi ce ne sono tanti: per chi sa programmare, il modo più ovvio è proprio quello di contribuire al codice risolvendo i problemi o implementando nuove funzionalità al software che già esiste, oppure addirittura scrivendo nuovo software se non esiste niente che già faccia una determinata operazione. Ma le possibilità non si fermano qui: anche chi non è pratico di programmazione può contribuire traducendo software, segnalando problemi riscontrati nell'uso di programmi fornendo il maggior numero di informazioni possibili in modo da facilitare il lavoro a chi dovrà risolvere il bug; gli artisti potranno creare icone, temi ed elementi grafici e sonori per i programmi che usano; gli utenti che diventano esperti nell'uso di un particolare software potranno essere a disposizione su mailing list apposite per rispondere a chi ha problemi nell'uso dell'applicativo stesso; tutti, infine, possono parlare del software libero in modo da cercare di coinvolgere ed appassionare chi ancora non lo conosce o non lo usa. Immagine:Esempio.jpg

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